In pausa ma operativa!

Cari amici, non sono scomparsa, non mi hanno rapita gli alieni e (purtroppo) non sono finita a testare, provandole chiaramente, tutte le nuove Louboutin,

I tacchi più ribelli del web sono momentaneamente in pausa ma potete leggermi come ospite su altri bellissimi blog!

Curo una rubrica di shopping fuori dagli schemi su CircuitoTurismo.it,  Un nome una garanzia: Shopping & The City. Ultimo post fresco fresco: Malaga Underground (http://www.circuitoturismo.it/shopping-the-city-malaga-il-nuovo-underground-che-avanza)

Scrivo anche su Glamour Affair, non perdetevi i miei pezzi su moda, musica e lifestyle.

A prestissimo, più presto di quanto crediate!

 

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NinaBlush: a Milano nasce il primo makeup lab con personal trainer

Il makeup è qualcosa a cui non so resistere e, ovviamente, al quale non rinuncio mai. Riuscire a realizzare il trucco perfetto per ogni occasione è una vera sfida per me: parlo di tutorial visti e rivisitati, letture di articoli sui nuovi must have e prove lunghe pomeriggi davanti allo specchio.
Dunque, appena ho sentito parlare del nuovo Makeup Lab, nato a Milano in via Canonica 85, da un’idea di NinaBlush, ho dovuto assolutamente saperne di più.

Milanese, 26 anni, Nina ha maturato molteplici esperienze nel campo del makeup dividendo la propria professione tra cinema e televisione.
Desiderosa di condividere le sue conoscenze e la sua professionalità, ha dato vita a un luogo dei sogni, dove tutte noi abbiamo la possibilità di imparare a valorizzare il nostro viso e di creare il trucco perfetto per qualsiasi momento della giornata.
Nina utilizza un metodo di insegnamento particolare: il “trucco proattivo”: accanto alle tradizionali attività beauty, una personal makeup trainer calibra gli interventi sulle singole esigenze con la tecnica del “metà volto”. Nina esegue il trucco solo su una parte del viso della cliente, che successivamente dovrà terminare l’opera, seguendo le indicazioni della professionista. In questo modo, si applicano al momento i consigli ricevuti.

“La scelta del trucco per una persona deve tener* conto di numerosi fattori dai
lineamenti alle caratteristiche della pelle, dai colori naturali del viso alle abitudini e stili di vita di una persona, fino ad arrivare alla sua personalità. Vorrei formarle alla valorizzazione di se stesse in maniera partecipata, proattiva”, afferma la makeup artist.
Il percorso di personalizzazione parte dalle risposte ad alcune domande sulle abitudini di trucco, sul tempo solitamente a disposizione sul lavoro svolto, sulle passioni, sulle esigenze nel breve e nel lungo periodo e su cosa, nello specifico, si desidera apprendere.
Inoltre, viene chiesto di portare con sé il proprio beauty case per valutare insieme se i trucchi presenti all’interno siano effettivamente adatti.
Un’ottima occasione per apprendere, per capire i propri errori in materia e per affinare la propria manualità in modo da presentarsi sempre al meglio.
Si avvicina il Natale, potrebbe essere un ottimo regalo per un’amica o, perché no, per se stesse!

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale di NinaBlush oppure la sua pagina Facebook.

Buon makeup a tutte!

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La classe innata di Ferragamo in mostra nella sua città natale

Ci son storie che sono favole, ma reali. Così reali da essere fonte d’ispirazione per chi ha un sogno e lo vuole realizzare, a tutti i costi.

Salvatore Ferragamo aveva 9 anni quando capì che le scarpe sarebbero state la sua vita. Nato nel 1898 a Bonito, in provincia di Avellino, Salvatore abbandona la scuola dopo la terza elementare per fare il calzolaio. Dopo qualche anno di apprendistato, a soli 12 anni apre la sua prima attività. La svolta arriva durante l’adolescenza: a 16 anni Ferragamo parte per la California per raggiungere il fratello che lavora in una fabbrica di scarpe, nemmeno a dirlo. In men che non si dica, il ragazzo diventa il designer di scarpe delle star di Hollywood: tutti lo vogliono. Salvatore torna in Italia con la “fortune & fame” statunitense, pronto ad essere consacrato nell’olimpo degli stilisti più celebri del bel paese.

Questa storia, che sa quasi di leggenda, ha ispirato proprio il paese natale di Ferragamo ad allestire una mostra in suo onore: dal 27 luglio al 31 agosto, negli spazi del Convento di Sant’Antonio a Bonito (Avellino) saranno i mostra 5 modelli di scarpe di culto firmate dal noto designer. La mostra è stata ribattezzata “Impronte”, ovviamente. Ma non è tutto. Il collettivo di street artists Boca, molto attivo in territorio campano, ha chiamato 5 nomi hype della scena urban: llas, Gola Hundun, Milu Correch, Giulio Vesprini e Millo. Ad ognuno è stata assegnata una scarpa dalla quale prendere spunto per realizzare un murales in omaggio a Ferragamo.

Un’idea splendida per celebrare un uomo che ha fatto sognare tantissime donne, rendendole delle principesse. Moderne Cenerentole con al piede calzature preziose, dallo stile inconfondibile e dalla classe immensa.

impronte

Locandina Mostra Impronte Ferragamo

Super cool: un’istallazione di Brian Eno per Mantova

brian eno

Inaugurerà il 25 giugno l’istallazione che il divino Brian Eno ha riadattato per la città di Mantova, Capitale Italiana della Cultura per questo 2016. “77 Million Paintings for Palazzo Te di Brian Eno” è il nome dell’opera, che sarà esposta insieme ad un altro lavoro dell’artista: “The Ship”, una sonorizzazione estesa che esplora il rapporto tra composizione musicale e ambiente, basata sulla traccia eponima dell’ultimo album di Eno.

“Permettendo a noi stessi di lasciar andare il mondo di cui dobbiamo far parte ogni giorno e di arrenderci a un altro tipo di mondo, accediamo a un luogo ricco di processi immaginativ”, ha detto il  cantautore in merito alle sue installazioni

.

Dopo Sidney e Rio de Janeiro, 77 Million Paintings sarà allestito nel Giardino dell’Esedra di Palazzo Te, in via straordinaria aperto in notturna fino alle 24:00 e sarà visibile fino al 2 luglio. The Ship, invece,  rimarrà a mantova fino al 17 luglio.

Un ottimo motivo per organizzare una gita fuori porta.

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Locandina istallazione

God Save The Queen: a Milano in mostra 40 anni di punk

punk

Immagine tratta dal sito ufficiale della mostra

“I am an antichrist, I am an anarchist” cantavano I Sex Pistols nella celeberrima “Anarchy in The UK!. Pezzo che irruppe nel panorama musicale alla fine degli anni 70 e ruppe ogni schema politico e sociale presente sino a quel momento. Dietro i Pistols una coppia di veri geni: il produttore Malcolm McLaren e la moglie, la poco nota (allora) Vivienne Westwood. Il punk come  stile nella moda ma anche come stile di vita. Il rifiuto delle regole e dell’appartenenza ad una società capitalista ed ostile. Il punk compie 40 anni quest’anno e in Inghilterra sono in corso grandissimi festeggiamenti per celebrare lo splendore di questo movimento.

Si festeggia anche da noi con la mostra “Punk in Britain”, dal 12 giugno al 28 agosto presso la Galleria Carla Sozzani. Oltre 90 fotografie documentano i protagonisti del punk britannico che, dalla metà degli anni Settanta, ha rivoluzionato il linguaggio della moda e della musica a Londra e non solo.

La mostra è divisa in due parti con le fotografie di Simon Barker (aka Six), Dennis Morris, Sheila Rock, Ray Stevenson, Karen Knorr, Olivier Richon; disegni, collage e grafiche di Jamie Reid e una sezione speciale dedicata ai video e alle fotografie di John Tiberi.

Un’occasione per vedere da vicino cosa voleva dire essere punk nella “Swinging London”.

Per approfondire la storia della signora Westwood, consiglio caldamente la sua biografia scritta da Ian Kelly ed edita lo scorso anno. Un ritratto reale e vivo di Nostra Signora del Punk .

Assolutamente da non perdere!

So real: Jeff Buckley negli scatti di Merri Cyr in mostra a Bologna

Buckley

 

Amo moltissimo Jeff Buckley, e l’ultimo album “You and I”, postumo con inediti, l’ho a dir poco consumato. Ho avuto il piacere di conoscere la fotografa Merri Cyr un paio di anni fa alla Feltrinelli di Milano, presentava il suo libro fotografi su Jeff e ha ricordato il cantante con aneddoti e letture. Inoltre, ci fece sentire un messaggio lasciato da Jeff sulla sua segreteria telefonica nel quale le chiedeva di scattare la copertina di “Grace”. Da brivido.

ONO Arte Contemporanea di Bologna in collaborazione con Wall Of Sound Gallery presenta “Jeff Buckley. So Real”, una mostra fotografica personale di Merri Cyr che ha immortalato Jeff Buckley fin dal suo esordio, diventando la sua fotografa ufficiale, e autrice delle cover dei suoi album.

La mostra (12 maggio – 11 giugno 2016) è composta di 22 fotografie in diversi formati. Con il patrocinio del Comune di Bologna

Nato nel 1966 in California, Jeff Buckley sembra avere il destino già segnato: figlio del cantante e cantautore Tim Buckley e della violoncellista Mary Guibert, non ci mette molto a capire che la musica sarebbe diventata la sua strada. Tra il 1986 e 1990 suona in diversi locali di Los Angeles, ma sarà a New York che farà il grande salto. Inizia ad esibirsi come solista a Manhattan, e in poco tempo, il Sin-é e l’East Village diventano i suoi palchi principali. Il suo repertorio spazia dal folk al rock, dall’R&B al blues e al jazz. Buckley si appassiona a cantanti come Nina Simone, Billie Holiday, Van Morrison e Judy Garland. Suona cover di Led Zeppelin, Nusrat Fateh Ali Khan, Bob Dylan, Édith Piaf, Elton John, The Smiths, Bad Brains, Leonard Cohen, Robert Johnson e Siouxsie Sioux.

E proprio in quel periodo, e più precisamente nel 1992, il direttore della rivista «Paper», per cui Merri Cyr stava lavorando, le commissiona un servizio per un breve articolo su Buckely, artista che a lei era praticamente sconosciuto. “Emanava un fascino e un’empatia così immediati che ritrarlo era fantastico. Fin da subito ho percepito in lui una propensione al gioco e alla sperimentazione che rendeva il servizio fotografico una specie di avventura. (…)”. Così Merri descrive quella prima session nell’appartamento di Jeff nel Lower East Side, che per Jeff era stata sufficiente a reclutarla come fotografa ufficiale dei suoi dischi e delle sue tournée.

In poco tempo, armata di macchina fotografica, Merri fu libera di fotografare ogni istante di quella vita on the road. Le sue immagini riflettono la volontà di Buckley di documentare la propria esistenza, oltre alla sua totale devozione nei confronti della musica e all’intensità con cui bruciava una vita spesso sormontata dal mito di un padre musicista che a malapena aveva conosciuto. Da questo rapporto ha preso vita una delle collaborazioni artistiche tra le più solide nella storia della musica, all’insegna della fiducia reciproca. Fino alla prematura scomparsa di Jeff, avvenuta nel 1997 a causa di un incidente, le foto di Merri Cyr hanno tracciato la sua ascesa verso il successo e documentato la sua rapidissima carriera, offrendo una visione sorprendentemente personale di una delle più misteriose leggende musicali di tutti i tempi

Imperdibile ❤